
Bestiario Immaginato 13
Il Banchetto
Un progetto che continua a stupirci mettendo al centro l’infanzia, la creatività e la sperimentazione.
In questa edizione esploreremo ciò che accade quando l’arte della cucina diventa linguaggio teatrale di comunità.
Il cibo, infatti, è una delle espressioni più potenti della frontiera: ogni pratica alimentare nasce all’interno di un confine — geografico, culturale, sociale — ma allo stesso tempo lo attraversa continuamente e quando il motore semantico è l’immaginazione dei più piccoli, si possono superare tutte le frontiere, anche quelle intra specie 😉
Non avete l’acquolina in bocca?
Chi mangia chi?
Al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli
Ha avuto ufficialmente inizio la nuova (buona) edizione di BESTIARIO IMMAGINATO 13.
Attraverso un laboratorio sensoriale, bambini e bambine con le loro famiglie hanno scoperto un Presidio Slow Food della nostra regione: i Prati Stabili.
Con una vera e propria degustazione a cura di Slow Food del Friuli e usando tutti i sensi, abbiamo esplorato il fieno, il latte e il formaggio scoprendo che anche le mucche saltano (di gioia) quando vengono portate al pascolo tra i fiori dei prati stabili. Dopo aver assaggiato coraggiosamente anche una composta di cipolle (di Cavasso, un altro presidio Slow Food) il viaggio è continuato tra le stanze del museo attraverso per capire cosa mangiassero i Longobardi, le storie delle loro mense e delle loro dispense, alla scoperta di un tempo passato in cui gli stili alimentari erano più sostenibili.
Menù
Alla Casa delle Culture Bambine a Villata di Fagagna
Ingredienti:
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1 bel libro
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500 bambine e bambini
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3 laboratori per sperimentare
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1 dispensa preparata con cura da loro
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Immaginazione q.b.
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Impiattamento fatto ad arte
Preparazione:
Accogliere i gruppi delle 20 scuole con una storia. Dare il tempo giusto a ogni bambino di sperimentare, scoprire e manipolare le materie naturali che trasformeranno negli ingredienti della ricetta per un animale immaginato. Osservare il risultato e scegliere con cura gli ingredienti e il piatto. Comporre il piatto con attenzione e cura perché il cibo si mangia anche con gli occhi. Condividere assieme il risultato.











